La posa in opera dei serramenti è regolamentata da 6 norme UNI serramenti esterni. Mi riferisco alla UNI 10818, dedicata a ruoli e responsabilità, alla UNI 11296, dedicata all’acustica dei serramenti e alla UNI 11673 nelle sue 4 parti, norma che copre l’intero processo di posa dei serramenti e il personale che se ne occupa.

Le normative principali sono:

  • UNI 10818: fornisce ruoli, responsabilità e indicazioni contrattuali nei processi di posa in opera
  • UNI 11296: parla di isolamento acustico di facciata e dei serramenti

La norma UNI 11673 è divisa in 4 parti rispettivamente:

  1. UNI 11673-1:  indica quali sono i requisiti e criteri di progettazione
  2. UNI 11673-2: fornisce indicazioni sulle qualifiche dei posatori di serramenti
  3. UNI 11673-3: stabilisce criteri chiari per chi eroga la formazione necessaria ad ottenere le qualifiche EQF
  4. UNI 11673-4: contiene le verifiche della corretta esecuzione dei lavori e delle prestazioni.

La norma UNI 10818 è una norma tecnica italiana che riguarda i serramenti per edilizia. È stata pubblicata per la prima volta nel 1999 e successivamente aggiornata nel 2015.

Fornisce indicazioni sulle diverse fasi della posa in opera dei serramenti, individuando competenze e limiti degli operatori che intervengono in questo processo. Tratta nello specifico i ruoli nelle fasi che precedono la posa in opera.

  • Il progettista è responsabile della scelta della tipologia di serramenti e della progettazione
  • Il direttore dei lavori deve garantire che l’opera rimanga in linea con i valori determinati dal progetto. Valuta la conformità dei prodotti e il rispetto delle normative vigenti
  • L’impresa edile ha responsabilità inerenti la realizzazione dei fori, la posa del controtelaio, il fissaggio dei controtelai, la fornitura di disegni e misure che guidano il produttore nella dimensionamento del serramento
  • Il produttore deve realizzare un serramento che risponde alle richieste del progetto, oltre a garantirne le prestazioni all’uscita dalla fabbrica.

Non sarà il produttore a garantire la posa, dovrà però fornire un manuale con le direttive tecniche per la corretta esecuzione della posa in opera.

La norma è attualmente in fase di revisione. I cambiamenti nel settore sono stati tanti, in particolare con l’avvento della norma UNI 11673.

La posa in opera dei serramenti, oltre a termica e tenute, deve garantire anche un’adeguato isolamento acustico. Aspetto che viene ribadito in modo chiaro dalla norma UNI 11673-1. Quest’ultima ci dice che le prestazioni del serramento installato devono essere congrue a quelle certificate dal produttore, la vedremo a breve.

L’isolamento acustico è regolamentato anche da un’altra norma dedicata in modo specifico all’acustica dei serramenti esterni, la norma UNI 11296.

Contiene i criteri per la posa in opera di componenti di facciata (serramenti, sistemi dispositivi per il passaggio dell’aria, sistemi di oscuramento/schermatura e altri componenti presenti in facciata) e fornisce indicazioni sulla verifica dell’isolamento acustico della facciata dal rumore esterno. Si riferisce al rumore esterno che si propaga per via aerea.

Vale sia per gli edifici esistenti che per le nuove costruzioni.

Quando i serramenti interni devono garantire isolamento acustico tra gli ambienti, si applicano gli stessi criteri dei serramenti esterni.

La norma UNI 11673, divisa in 4 parti, è la norma di riferimento per la posa in opera dei serramenti. Contiene i requisiti e i criteri di verifica per la progettazione dei serramenti, fornisce indicazioni sulle qualifiche dei posatori e i requisiti di chi eroga la formazione, stabilisce inoltre quello che serve per verificare la corretta installazione dei serramenti.

É la più grande rivoluzione normativa nel mondo dei serramenti, che ancora oggi influenza e spinge all’aggiornamento delle norme precedenti, utili, ma superate da quanto introdotto nel quadro della norma UNI 11673.

Norma UNI 11673-1:  contiene i requisiti di progettazione della posa in opera dei serramenti. Fornisce indicazioni di carattere progettuale e i metodi di verifica dei giunti di posa. Dice che la posa in opera dei serramenti non deve peggiorare le prestazioni certificate dal produttore. Un concetto semplice quanto rivoluzionario per il nostro settore.

Norma UNI 11673-2: contiene i requisiti di conoscenza, abilità e competenza del posatore di serramenti. Introduce le qualifiche per posatore di serramenti EQF2, EQF3 e EQF4, inserite nel quadro europeo per le qualifiche e ottenibili attraverso dei percorsi di formazione e verifica delle competenze. Oltre a stabilire delle competenze chiare e certificate per chi si occupa di installare i serramenti, introduce la figura del posatore caposquadra EQF4, che può interfacciarsi col Progettista fornendo tavole di posa da integrare al progetto.

Norma UNI 11673-3: contiene i requisiti degli enti che erogano i corsi per posatori qualificati EQF e la deontologia della formazione. Stabilisce standard di trasparenza degli enti e dei docenti formatori, oltre a requisiti di esperienza e competenza. Contribuisce a dare valore alle qualifiche conseguite, che si distinguono in modo netto da corsi privati e attestati. Le qualifiche EQF sono inserite nel quadro europeo per le qualifiche e certificate da enti accreditati, per ottenerle ci sono prove anche molto complesse, oltre a corsi di aggiornamento per mantenerle nel tempo.

Norma UNI 11673-4: contiene le verifiche che servono per capire come un serramento è stato installato e misurare le prestazioni in opera. Prevede delle verifiche documentali combinate con blower door test A-Wert e termografia, utili a misurare le tenute e individuare ponti termici e dispersioni. Chiude il quadro normativo della norma UNI 11673, fornendo gli strumenti per verificare l’installazione dei serramenti, correttamente progettati e installati da posatori qualificati.

Norma UNI EN ISO 10077-1. A marzo 2018 la norma UNI EN ISO 10077-1: 2007 è stata sostituita dalla UNI EN ISO 10077-1: 2018 che definisce il calcolo della trasmittanza termica dei serramenti esterni. Le modifiche apportate riguardano, principalmente, l’applicazione di particolari barre vetrate (raramente utilizzate sul territorio nazionale) definite glazing bar. I valori, invece, dei calcoli standard rimangono invariati. La trasmittanza termica di un serramento rappresenta la media pesata tra la trasmittanza termica del telaio e quella della vetrata, più un contributo aggiuntivo, la trasmittanza termica lineare Ψg, dovuto all’interazione tra i due componenti e alla presenza del distanziatore, applicato lungo il perimetro visibile dalla vetrata. Le variabili che influenzano il calcolo della trasmittanza termica sono quindi:

  • la tipologia di vetro;
  • la tipologia di telaio;
  • la tipologia di un eventuale distanziatore.

Per il calcolo si procede combinando in parallelo la trasmittanza degli elementi che costituiscono la chiusura, pesandoli rispetto all’area e aggiungendo a questo contributo l’effetto del ponte termico determinato dall’interfaccia vetro-telaio e localizzato in corrispondenza del distanziatore. Il ponte termico è una zona in cui si sono presenti caratteristiche termiche significativamente diverse da quelle circostanti, in cui si verificano flussi di calore più rapidi verso l’esterno. Specifica i metodi di calcolo della trasmittanza termica di finestre e porte pedonali costituite da vetrate e/o pannelli opachi inseriti in telai con o senza chiusure oscuranti.

La trasmittanza Uw viene calcolata mediante la seguente espressione:

Uw = (Ag Ug + At Ut + lg Ψg) / Aw

dove:

  • Uw è la trasmittanza termica del serramento espressa in W/(m²K);
  • Aw è l’area del serramento o dimensione del vano finestra considerata esternamente espressa in m²;
  • Ag è l’area del vetro espressa in m²;
  • Ug è la trasmittanza termica del vetro espressa in W/(m²K);
  • At è l’area del serramento (telaio) espressa in m²;
  • Ut è la trasmittanza termica del telaio espressa in W/(m²K);
  • lg è il perimetro del vetro espresso in m;
  • Ψg è la trasmittanza termica lineare del distanziatore espressa in W/(mK).

La trasmittanza lineare Ψg tiene conto della conduzione termica aggiuntiva dovuta all’interazione tra:

  • il telaio;
  • la vetrata;
  • il distanziatore.

Si tratta di un fattore di perdita energetica, condizionato principalmente dalla conduttività del materiale del distanziatore, ma anche dal materiale del telaio e dalla tipologia della vetrata utilizzata.

Norma UNI EN 356.  La norma classifica le vetrate di sicurezza in categorie di resistenza alle azioni di forza. La norma valuta le vetrate di sicurezza che sono riconosciute come “vetri anti effrazione” e “vetri anti vandalismo”. La norma UNI EN 356 prevede una prova di impatto di un corpo duro.

La prova, che simula l’apertura di un foro per permettere il passaggio di una mano, dell’avambraccio o di un attrezzo, consiste nel verificare il comportamento di una sfera di acciaio con un diametro di 100mm ed una massa di 4,11kg che impatta la superficie vetrata posta orizzontalmente, cadendo da altezze e in numero di impatti variabili. La prova risulta superata se la sfera, dopo essere caduta per tre volte ai vertici di un triangolo al centro del provino, non passa attraverso il vetro. I vetri sono di dimensione 90x110cm, posti su un piano orizzontale. Gli impatti avvengono successivamente in modo da formare un triangolo equilatero di  13cm di lato. In questo modo viene simulato un atto di vandalismo che avviene come tentativo di effrazione tramite lancio di un oggetto solido.

In base a questa classificazione vengono stabiliti i campi di applicazione e le relative classi di appartenenza consigliate:

  • Vetrazioni di piani bassi (P4A)
  • Vetrine d’oggetti o animali di un certo valore e/o pericolosi (P4A)
  • Sopraluci di vetrine ad elevata sicurezza (P4A)
  • Consolati (P5A)
  • Aeroporti (P3A)
  • Preture (P5A)
  • Uffici Postali (P5A)
  • Ufficio di cambio e tutti gli ambienti abitualmente presi di mira (P5A)

Una seconda prova che simula l’apertura di un foro tale da permettere il passaggio di una persona o di attrezzi particolari consiste nel verificare il comportamento del vetro stratificato all’impatto di un’ascia dove si richiedono un minimo numero di colpi stabilito per aprire un varco di 400 mm x 400 mm. La norma indica i criteri per misurare la resistenza di una lastra quando questa viene colpita a ripetizione da un corpo solido come appunto una mazza o un ascia, simulando un tentativo di effrazione e scasso.

Le performance delle guarnizioni sono di fondamentale importanza per i livelli prestazionali complessivi delle finestre e delle porte.

La norma EN 12365:2003 è la norma europea che descrive in dettaglio i requisiti prestazionali delle guarnizioni per porte, finestre, persiane e facciate. Le guarnizioni controllano il passaggio di aria, acqua, rumore e la trasmittanza termica tra le componenti fisse e apribili di porte e finestre.

Schlegel Giesse si pone da sempre come obbiettivo quello di fornire ai propri clienti prodotti che soddisfino i massimi requisiti prestazionali. Per questo motivo l’intera gamma Schlegel Q-Lon è certificata EN 12365:2003.

Grazie alla certificazione EN 12365 è possibile comparare i livelli prestazionali di guarnizioni differenti, anche di altri produttori, e quindi valutare con certezza quale offra il più adeguato livello di prestazioni.

La classificazione utilizza un sistema a sei cifre:

EN 12365 table

Durante la valutazione del requisito di prestazione, un grado maggiore non corrisponde sempre al migliore livello di prestazioni. Quindi, quando si mettono a confronto diverse categorie, i punteggi più elevati sono di solito indicativi di migliori prestazione, ma occorre comunque un’attenta analisi per assicurare il pieno rispetto delle esigenze specifiche dell’applicazione.

EN 12365 permette quindi a produttori o installatori di finestre, porte, persiane e facciate di verificare che i componenti utilizzati siano quelli che soddisfano al meglio i requisiti.

La Q-Lon si basa su una combinazione unica di materiali e prestazioni tecniche senza precedenti e offre i più elevati standard in termini di sigillatura, anche in condizioni estreme.

L’impegno continuo sul fronte di ricerca e sviluppo, unito a controlli puntuali in termini di materiali e qualità, rende Q-Lon uno dei sistemi di sigillatura più rinomati nell’industria odierna.

I vantaggi esclusivi offerti dalle guarnizioni in schiuma Q-Lon in termini di materiali e funzioni sono:

  • Memoria eccellente e di lunga durata – capacità di recuperare la forma originale in seguito all’azione di compressione
  • Stabilità – l’inserto rigido o il filo interno in fibra di vetro garantisce un allungamento ridotto o praticamente assente
  • Facilità di compressione – forze di compressione ridotte, non influenzate dalle variazioni di temperatura
  • Acustica – prestazioni acustiche straordinarie
  • Conducibilità termica – prestazioni termiche senza precedenti
  • Resistenza a vernici e coloranti – le proprietà del prodotto non vengono alterate da vernici e coloranti comuni
  • Stabilizzazione – resistenza a decomposizione, muffe, raggi UV e ozono
  • Colori – bianco, nero, marrone, grigio e tante altre opzioni cromatiche
  • Temperature – ampio campo di funzionamento in condizioni estreme di caldo e freddo

Il titolo della norma recita: Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage – Norma di prodotto – Prodotti senza caratteristiche di resistenza al fuoco o controllo del fumo.

La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 13241-1 (edizione luglio 2003) e tiene conto delle correzioni introdotte il’ 1 ottobre 2003, la norma specifica i requisiti prestazionali e di sicurezza di porte, cancelli e barriere destinate all’installazione in area frequentata da pedoni e per i quali il principale uso previsto è l’accesso sicuro di beni e veicoli accompagnati o guidati da persone ad aree industriali, commerciali o residenziali.

La direttiva “Prodotti da costruzione” prevede che, per consentire al mercato di adeguarsi alle nuove regole, sia concesso un periodo limitato (in questo caso un anno, dall’aprile 2004 all’aprile 2005) di regime transitorio, durante questo periodo la conformità alla norma e la conseguente facoltà di apporre la marcatura “CE” sui prodotti, sarà volontaria, al termine del periodo transitorio, non potranno essere immessi sul mercato porte e cancelli commerciali, industriali e da garage che non siano marcati CE La norma obbliga il fabbricante ad eseguire un certo numero di prove e a tenere sotto controllo la propria produzione es. tramite dei Piani di Fabbricazione e Controllo (P.F.C.) per assicurare che le prestazioni misurate sui prototipi vengano mantenute nella produzione corrente. Le prove sono volte a determinare le prestazioni nei confronti delle caratteristiche di:

Aspetti Meccanici:

  • a.1) Forza per l’azionamento;
  • a.2) Resistenza meccanica;
  • a.3) Durabilità Meccanica;
  • a.4) Geometria delle vetrazioni/componenti in Vetro;
  • a.5) Protezione contro i rischi di taglio;
  • a.6) Protezione contro gli inciampi;
  • a.7) Sicurezza delle aperture;
  • a.8) Rilascio di sostanze pericolose;

Funzionamento Motorizzato:

  • b.1) Protezione contro schiacciamento, cesoiamento e trascinamento;
  • b.2) Forze di funzionamento;
  • b.3) Sicurezza elettrica;
  • b.4) Compatibilità elettromagnetica;

Requisiti Aggiuntivi per caratteristiche prestazionali specifiche:

  • c.1) Tenuta dell’acqua;
  • c.2) resistenza a carico del vento;
  • c.3) Rumore;
  • c.4) Resistenza termica;
  • c.5) Permeabilità dell’aria;
  • c.6) Durabilità delle caratteristiche di funzionamento;
  • c.7) Istruzione per l’installazione, l’azionamento e la manutenzione;

Ogni porta o cancello deve essere fornita/o di una etichetta permanente e facilmente leggibile contenente come minimo le seguenti informazioni:

  1. produttore o importatore nella UE (nome/informazioni per il contatto per esempio codice o indirizzo);
  2. tipo della porta/cancello; numero di serie/numero unico di riferimento della porta/cancello;
  3. anno di produzione tutte le marcature di legge.

La marcatura di legge negli stati membri della UE corrisponde alla marcatura CE, questi dettagli devono essere indicati anche nella documentazione che accompagna il prodotto unitamente ai dettagli delle caratteristiche di funzionamento aggiuntive secondo la EN 12635, l’indicazione delle prestazioni del prodotto nei confronti di quelle tra le caratteristiche elencate sopra che sono rilevanti per l’impiego previsto, dovranno accompagnare la marcatura CE, insieme al nome o al marchio identificativo e all’indirizzo registrato del produttore, all’anno nel quale la marcatura viene apposta e al riferimento alla normativa, in questo caso la EN 13241-1, il sistema di controllo della produzione (PFC.) adottato deve inoltre assicurare l’efficacia operativa del sistema di controllo della produzione da controllare.

La documentazione del sistema di PFC deve almeno definire quanto segue:

  1. specifiche di compiti e autorità;
  2. specifiche della struttura della documentazione del sistema;
  3. specifiche e verifiche delle materie prime e dei componenti;
  4. identificabilità e rintracciabilità dei prodotti;
  5. procedure e istruzioni documentate relative all’FPC;
  6. controllo delle registrazioni relative al’ F.P.C.:
  7. controllo della progettazione;
  8. identificazione delle ispezioni e delle prove da eseguire;
  9. identificazione delle necessarie attrezzature per le ispezioni e le prove;
  10. trattamento dei prodotti non conformi;
  11. esecuzione di azioni correttive.

Tutte le registrazioni del sistema devono essere archiviate in modo corretto e sicuro per almeno 10 anni, il sistema di controllo dell’installazione deve essere parte del controllo di produzione di fabbrica, quando i produttori eseguono in proprio l’installazione. Nota Quando una installazione che necessita di installatori professionali è effettuata da una organizzazione separata e quando l’installazione influenza il funzionamento finale del prodotto, l’installazione stessa deve essere coperta da un sistema di controllo separato.

La nostra azienda da sempre attenta alle continue evoluzioni tecnologiche e legislative, in base ai test eseguiti su campioni di nostra produzione da istituti ministerialmente notificati dichiara la propria idoneità al sistema di attestazione della conformità previsto dalla normativa in vigore.

Norma UNI EN 13659 La norma porta il titolo “Chiusure oscuranti e tende alla veneziana esterne – Requisiti prestazionali compresa la sicurezza”. Essa specifica i requisiti prestazionali che le chiusure oscuranti e tende alla veneziana esterne devono soddisfare quando installate all’esterno di un edificio e altre costruzioni.

Inoltre tratta i pericoli significativi relativi a costruzione, trasporto, installazione, funzionamento e manutenzione.
È applicabile a tutte le chiusure oscuranti e alle tende alla veneziana esterne, qualunque sia il loro impiego e la natura dei materiali utilizzati, come definite dalla EN 12216: tenda alla veneziana esterna, persiana avvolgibile, persiana a battente, persiana alla veneziana, persiana a libro, persiana a soffietto o a pannello scorrevole, con o senza aggetto.

Sulla UNI EN 13659:2015 interviene una opportuna nota di Unicmi che riprendiamo qui di seguito.

La versione 2015 della norma recepisce la versione europea della norma entrata in vigore il 20 Maggio 2015 e sostituisce l’edizione precedente (EN 13659:2004+A1:2008, in vigore dal 01 ottobre 2008 e resa disponibile da UNI in data 5 febbraio 2009).

La novità essenziale della nuova edizione della norma di prodotto è rappresentata dall’aver introdotto due nuove caratteristiche essenziali per le chiusure oscuranti in aggiunta a quella preesistente, la resistenza al carico del vento: la resistenza termica aggiuntiva ΔR e il fattore solare totale gtot.

Si ricorda che il Produttore di chiusure oscuranti – a livello della Dichiarazione di Prestazione e della Documentazione di Accompagnamento – deve indicare tutte le caratteristiche definite essenziali dalla norma di prodotto UNI EN 13659 e in corrispondenza di ciascuno deve dare una risposta.

La risposta potrà essere:

-il livello prestazionale posseduto dai serramenti di sua produzione e accertato secondo le metodologie (prova di laboratorio oppure calcolo a seconda del requisito) previste dalla norma di prodotto;

-N.P.D. (Prestazione Non Determinata).

Ad oggi il Regolamento (UE) n°305/2011 impone di dichiarare il livello prestazionale di almeno una delle caratteristiche essenziali definite dalle norme di prodotto. Non è quindi possibile per il Produttore di chiusure oscuranti avvalersi dell’opzione N.P.D. (Prestazione Non Determinata) per tutte le caratteristiche essenziali così come definito dalla norma di prodotto UNI EN 13659.

E’ possibile avvalersi dell’opzione N.P.D. (Prestazione Non Determinata) se:

-NON sussistono disposizioni legislative nazionali che impongono di dichiarare il livello prestazionale per specifici requisiti.

-se NON sussiste un obbligo contrattuale (es: prescrizione del capitolato) a rispettare livelli prestazionali minimi in relazione ai requisiti essenziali.

Spetta alle Autorità Governative di ogni singolo Stato membro dell’Area Economica Europea stabilire quali sono le caratteristiche essenziali obbligatorie per cui il Produttore non può avvalersi dell’opzione N.P.D. (Prestazione Non Determinata) ma è obbligato a dichiarare il livello prestazionale.

Le Autorità Governative Italiane – ad oggi – non si sono ancora pronunciate in merito alle caratteristiche essenziali delle chiusure oscuranti definite dalla norma di prodotto e non ci sono disposizioni legislative nazionali che impongono di dichiarare il livello prestazionale in relazione alle caratteristiche essenziali di resistenza al carico del vento, resistenza termica aggiuntiva ΔR, fattore solare totale gtot

Ne consegue quindi che – ad oggi – il Produttore di chiusure oscuranti possa liberamente scegliere per quale delle tre caratteristiche essenziali definite dalla norma di prodotto (resistenza al carico del vento, resistenza termica aggiuntiva ΔR, fattore solare totale gtot) dichiarare il livello prestazionale, fatto salvo che non sussistano differenti obblighi contrattuali.

Si fa tuttavia presente che da ottobre 2015 entreranno in vigore dei decreti in materia di risparmio energetico in edilizia che imporranno il rispetto di specifici limiti di fattore solare totale gtot. per le schermature solari mobili su chiusure trasparenti in determinate condizioni tecniche:

le chiusure trasparenti devono essere posizionate su specifici fronti dell’edificio SUD, EST, OVEST, SUD-EST, SUD-OVEST);

le chiusure trasparenti devono essere state oggetto di intervento di riqualificazione energetica in ambito diverso dalla nuova costruzione e dalla ristrutturazione detta di “primo livello” (interventi che interessano l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 25% della superficie lorda complessiva dell’edificio).

In tali condizioni quindi dovranno essere rispettati i limiti di fattore solare totale gtot. di cui al Prospetto 1 e, conseguentemente, a livello della marcatura CE il Produttore non potrà avvalersi dell’opzione N.P.D. (Prestazione Non Determinata) in corrispondenza di tale caratteristica.

 

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